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Ernia del Disco

La funzione e la struttura dei dischi intervertebrali 

Le articolazioni tra i corpi delle vertebre sono articolazioni cartilaginee secondarie (sinfisi), strutturate per sopportare il peso corporeo e forze di notevole entità. Protagonisti di questa funzione sono i dischi intervertebrali, che forniscono un solido vincolo tra vertebre adiacenti, fungono da ammortizzatori e la loro variabilità di forma genera le curvature secondarie della colonna vertebrale. 

Il disco intervertebrale è strutturalmente costituito da una componente centrale gelatinosa (il nucleo polposo) e da una componente esterna fibrosa (l’anello fibroso). 

Il nucleo polposo è molto ricco di acqua (il contenuto acquoso diminuisce con l’età) e notevolmente elastico. È collocato in una posizione leggermente posteriore a causa della struttura dell’anello fibroso. 

L’anello fibroso è costituito da lamelle concentriche di fibrocartilagine ad orientamento alternato. Tali lamelle, molto resistenti, sono più sottili e meno numerose posteriormente. 

Quando si verifica l’ernia del disco 

L’ernia discale rappresenta la “fuoriuscita” del nucleo polposo attraverso la barriera costituita dall’anello fibroso. Generalmente la fuoriuscita si verifica postero-lateralmente, sia a causa della struttura intrinseca del disco, sia a causa dell’anatomia di alcuni legamenti della colonna. Questa localizzazione comporta una frequente irritazione della radice del nervo spinale, provocando di conseguenza dolore. 

Sintomi, Cause e Trattamenti

Esistono cause traumatiche, come violenti movimenti della colonna, sollevamento di oggetti pesanti, cadute, attività sportive etc. Da non dimenticare tuttavia le cause degenerative: la perdita del contenuto acquoso del disco che si verifica con l’età, unitamente alla degenerazione di strutture quali anello fibroso e legamenti, favoriscono l’erniazione del disco anche per movimenti apparentemente banali. 

I sintomi legati all’ernia sono incredibilmente variabili e non necessariamente presenti. Essi possono includere dolore (spesso molto intenso ed invalidante), formicolio o intorpidimento in una zona dell’arto interessato, debolezza, disturbi vescicali e/o intestinali.

La diagnosi, prevalentemente clinica, si basa su un accurato esame obiettivo, corredato da opportuni test semeiologici. Tale esame va affiancato da specifici esami diagnostici, fondamentali per comprendere appieno la natura dell’ernia e gli eventuali danni arrecati ai nervi periferici. Questi esami includono generalmente la Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) e l’Elettromiografia (EMG). Altri esami possono essere richiesti per motivazioni specifiche che vanno valutate caso per caso. 

Il trattamento dell’ernia si avvale di un numero sempre maggiore di approcci, che vanno individualizzati in base alla gravità del quadro. Esistono terapie non chirurgiche, che mirano a diminuire la sintomatologia dolorosa, tendendo poi a ripristinare un nuovo equilibrio senza rimuovere l’ernia. Tra queste annoveriamo la terapia farmacologica, la kinesiterapia affiancata o meno da terapia strumentale. In un primo momento, alla terapia farmacologica è preferibile associare un adeguato riposo. Successivamente si potranno aggiungere terapia manuale, ginnastica posturale, con protocolli che mirino a rinforzare la muscolatura che sostiene la colonna vertebrale.

 In caso di mancata risposta alla terapia conservativa, e/o in caso di deficit neurologici acuti è utile ricorrere all’intervento chirurgico, che vede sempre più protagonisti approcci mini-invasivi e tecniche percutanee. Alla discectomia ed alla microdiscectomia, si aggiungono infatti in casi selezionati tecniche percutanee che utilizzano la radiofrequenza o il laser. 

Prevenzione

Per quanto non sia possibile prevenire un’ernia, è fondamentale adottare alcune misure che aiutino a ridurre i rischi di comparsa. Tra queste annoveriamo una adeguata attività fisica, che sia in grado di tonificare la muscolatura a sostegno della colonna, una corretta igiene posturale, un peso corporeo idoneo che riduca i sovraccarichi, una corretta movimentazione dei carichi e l’astensione dal fumo di sigaretta. 

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