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La cuffia dei rotatori: anatomia, problematiche, diagnosi e terapie

La cuffia dei rotatori è un gruppo di quattro tendini e relativi muscoli localizzati nella spalla (articolazione gleno-omerale), responsabili del movimento dell’articolazione e della sua stabilizzazione. Questi comprendono il sovraspinato, il sottospinato, il sottoscapolare, il piccolo rotondo. Posizionati in profondità rispetto ai più grandi muscoli deltoide e trapezio, originano tutti dalla scapola e si inseriscono in posizioni differenti sulla testa omerale, avvolgendo come un manicotto l’articolazione. La cuffia dei rotatori conferisce alla spalla una gamma molto ampia di movimenti, come l’abduzione, l’adduzione, la rotazione interna ed esterna. Costituisce inoltre uno degli stabilizzatori dinamici della spalla, contribuendo quindi a mantenere l’omero centrato sulla glena scapolare durante i movimenti. 

Problematiche legate al lavoro incessante dei tendini della cuffia
A causa del loro incessante lavoro e della loro delicata posizione all’interno della spalla, i tendini della cuffia sono soggetti a diverse problematiche che possono causare dolore e limitazione funzionale al paziente. 

Tra le patologie più comuni a carico della cuffia, includiamo:

  1. Lesioni (rotture) tendinee: le lesioni tendinee possono essere parziali o complete, ovvero interessare uno o più tendini della cuffia. Riconoscono generalmente moventi traumatici oppure degenerativi, ed offrono al chirurgo sfide spesso difficili da affrontare.
  2. Tendinopatie: con l’invecchiamento o a causa di sovraccarico cronico, i tendini della cuffia dei rotatori possono subire un deterioramento graduale, portando a riduzione della loro funzionalità, vitalità e aumentando il rischio di lesioni. Esistono tre grandi gruppi di tendinopatie: calcifiche, infiammatorie e degenerative. In misura diversa, tutte possono contribuire ad una sintomatologia dolorosa/disfunzionale della cuffia e portare ad eventuali rotture tendinee
  3. Instabilità: avendo i tendini un ruolo importante nella stabilizzazione dinamica della spalla, una o più lesioni a loro carico possono contribuire in maniera variabile ad una diminuzione della stabilità dell’articolazione gleno-omerale.

Patologie a carico della cuffia dei rotatori si manifestano generalmente con dolore e limitazione funzionale. Tali sintomi hanno un’espressività variabile e sono spesso incostanti nello stesso paziente, rispondendo in maniera talvolta non uniforme alle terapie appropriate. 

La diagnosi

Per una corretta diagnosi delle patologie a carico della cuffia dei rotatori è necessaria un’accurata visita, nella quale l’ortopedico esegue un esame obiettivo corredato da numerosi test diagnostici. Ogni tendine della cuffia può essere esplorato attraverso un opportuno test che  ne saggi la funzione e l’eventuale dolore associato. Questo modus operandi consente all’ortopedico di orientare la diagnosi. L’esecuzione successiva di esami di imaging mirati ( es. Rx, ecografia, risonanza magnetica e/o tc a seconda dei casi) confermerà la diagnosi e permetterà di impostare un percorso terapeutico personalizzato.  

Possibili cure e trattamenti: conservativa e chirurgia
Per quanto riguarda le soluzioni e i trattamenti, la gestione delle problematiche della cuffia dei rotatori può includere trattamenti conservativi e chirurgici a seconda dei casi. 

Il trattamento conservativo prevede: 

  • Fisiokinesiterapia e riabilitazione: esercizi mirati per migliorare la stabilità e la funzionalità della spalla ed eventualmente rinforzare i muscoli della cuffia dei rotatori 
  • Farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS): riducono il dolore e l’infiammazione.
  • Infiltrazioni: includono i corticosteroidi, l’acido ialuronico, il plasma ricco di piastrine (PRP), le cellule staminali. 

L’approccio chirurgico invece comprende: 

  • Chirurgia artroscopica: in caso di rotture tendinee, l’unico approccio che consenta di reinserire il tendine il più vicino possibile alla sua sede anatomica è la chirurgia. Attraverso mini-incisioni il chirurgo può reinserire i tendini all’omero con l’utilizzo di apposite ancore. 
  • Chirurgia protesica: si opta per questa scelta terapeutica in caso di rottura non riparabile della cuffia dei rotatori, condizione che porta inevitabilmente ad una artrosi progressiva, laddove il paziente sia sintomatico e la sua qualità di vita sia scadente nonostante eventuali terapie conservative; consiste nella sostituzione protesica della componenti ossee dell’articolazione.

La letteratura scientifica su questo argomento è vasta ed in costante evoluzione, con numerose ricerche che valutano l’efficacia di diversi trattamenti ed approcci terapeutici.

Vista la complessità della materia e del sito anatomico, è sempre fondamentale affidarsi a professionisti preparati che possano guidare il paziente nel loro processo terapeutico.

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