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L’artrosi dell’anca

L’artrosi dell’anca influisce sulla qualità di vita del paziente

L’artrosi dell’anca può comportare, in determinate condizioni, una notevole diminuzione della qualità di vita dei pazienti. Dolori costanti e non responsivi a trattamenti conservativi possono rendere talvolta difficili anche semplici movimenti, come alzarsi dalla sedia, scendere dall’auto o dal letto, nonché camminare.

L’artroprotesi d’anca può rappresentare la svolta

Un’anca mobile, forte e soprattutto libera dal dolore  è oggi un traguardo raggiungibile grazie alla sostituzione dell’articolazione con una artroprotesi di anca. 
Tale intervento consiste nella sostituzione dell’articolazione affetta da artrosi con elementi artificiali costituiti da leghe metalliche, ceramiche e/o materiali plastici.
Esistono molteplici tipologie di protesi, la cui scelta dipende da innumerevoli fattori, inclusi età del paziente, qualità del tessuto osseo, esigenze funzionali, situazione anatomica di partenza e molti altri.

La scienza ci mette a disposizione impianti sempre più conservativi e anatomici adatti anche a pazienti giovani e attivi

L’estensione delle indicazioni a pazienti anche relativamente giovani e attivi ha spinto la scienza alla ricerca di impianti sempre più conservativi e più rispettosi dell’anatomia. Recentemente infatti sono stati proposti steli protesici femorali di dimensioni notevolmente ridotte (steli a “risparmio di collo”)  con l’obiettivo di consentire una maggiore conservazione del volume osseo femorale  permettendo una ricostruzione più anatomica dell’anca.

Il protocollo da adottare per garantire il buon esito della procedura

Il buon esito della procedura non dipende esclusivamente dall’ atto operatorio: sarà necessario agire sulla correzione di fattori sfavorevoli, come ad esempio l’ eccesso di peso, il diabete, patologie vascolari. E’ fondamentale poi bonificare eventuali focolai di infezioni croniche (ascessi dentali, parodontiti, cistiti) che potrebbero influenzare negativamente il successo dell’impianto. 

E’ importante, quando possibile,  mantenere tonica la muscolatura dell’anca per facilitare il recupero dopo l’intervento, mediante ginnastica articolare e muscolare.

Dimissioni e tempi di recupero

Generalmente dopo l’intervento, se non vi sono complicanze, il paziente viene dimesso dalla struttura dopo 4-5 giorni ed inviato in una struttura riabilitativa ove verrà seguito un percorso post operatorio finalizzato a massimizzare la ripresa funzionale. I tempi di recupero dipendono molto, oltre che dalle condizioni di salute del paziente, anche dall’impegno che egli dimostra durante il processo di riabilitazione.

Fattori di rischio

L’artroprotesi di anca è da considerarsi un intervento “maggiore”, potendo presentare alcuni rischi che il paziente deve tenere in adeguata considerazione. Tali rischi comprendono ad esempio complicanze infettive e tromboemboliche, che seppur minimizzate dai molteplici accorgimenti che vengono adottati, possono in alcuni casi verificarsi ed inficiare il percorso di guarigione del paziente.

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