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L’epicondilite 

Nota come “gomito del tennista” è un disturbo molto comune
L’epicondilite, nota anche come “gomito del tennista” è una condizione patologica caratterizzata da dolore nella regione esterna del gomito. 

Nonostante il nome sembri suggerirlo, non è limitata solo ai tennisti, ma può verificarsi in qualsiasi individuo che sottoponga il braccio e l’avambraccio a reiterate sollecitazioni.  È un disturbo molto comune. La fascia di età più colpita è quella tra i 35 e i 60 anni. Uomini e donne sono affetti in egual misura.

I tendini presenti nella regione dell’epicondilo
La regione dell’epicondilo è caratterizzata dall’origine comune di alcuni tendini estensori del polso e delle dita, che possono andare incontro, per varie ragioni, ad un quadro infiammatorio o degenerativo. Può verificarsi infatti, in determinati soggetti, un graduale sovvertimento della struttura tendinea, chiamato degenerazione angiofibroblastica che determina uno scompaginamento delle fibre elastiche  ed una loro progressiva sostituzione con un tessuto cicatriziale. Quando è presente tale degenerazione, si preferisce definire questa patologia come tendinosi e non tendinite, termine invece più appropriato per quadri puramente infiammatori. Talvolta l’infiammazione coesiste con la degenerazione tendinea o rappresenta l’unica alterazione riscontrabile.

La causa dell’epicondilite
L’epicondilite è causata di solito da un sovraccarico funzionale dei tendini estensori in oggetto. Si manifesta cioè più frequentemente in quei pazienti che ripetono assiduamente movimenti che interessano gomito, polso e mano. ( lavoratori manuali, sportivi, etc.) 

La sintomatologia
I sintomi dell’epicondilite includono dolore nella regione del gomito, che nei casi più gravi si irradia verso l’avambraccio. Il dolore può peggiorare durante l’uso del braccio/avambraccio per sollevare oggetti, stringere le mani, ruotare e/o estendere il polso. Se non trattata adeguatamente, il dolore dell’epicondilite può peggiorare e presentarsi anche a riposo e ridurre significativamente la qualità di vita del soggetto interessato. 

Gli stadi del processo infiammatorio nell’epicondilite
Schematicamente possiamo identificare tre stadi nell’epicondilite, di gravità crescente :

  1. Infiammazione in assenza di degenerazione tendinea
  2. Degenerazione tendinea parziale 
  3. Degenerazione tendinea marcata 

La diagnosi clinica e strumentale
La diagnosi di epicondilite è prevalentemente clinica. La sede tipica del dolore, la positività ad opportuni test clinici, il tipo di attività sportiva o lavorativa svolta, la presenza di pregresse tendinopatie, indirizzano il medico verso il corretto percorso diagnostico-terapeutico.

Il ricorso ad indagini strumentali tra cui l’esame ecografico, la radiografia e la risonanza magnetica, sono di ausilio nella conferma del sospetto clinico ed escludono altre cause di dolore al gomito.

Come si interviene a seconda dello stadio
Il trattamento consiste in una serie di approcci, spesso combinati, volti a ridurre l’infiammazione, migliorare l’elasticità del tendine e la sua vascolarizzazione. Il primo approccio di solito è costituito da misure conservative, come ad esempio: 

  • Riposo
  • Crioterapia 
  • Tutori
  • Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS)
  • Terapia strumentale ( laserterapia, ionoforesi, onde d’urto, etc.) 
  • Kinesiterapia del gomito e stretching degli epicondiloidei

L’approccio ideale dipende dallo stadio della patologia e da numerosi altri fattori che verranno valutati in sede di visita. 

In alcuni casi, possono essere raccomandate infiltrazioni locali con corticosteroidi per ridurre l’infiammazione. 

La terapia al Plasma (PRP)
È possibile oggi, soprattutto in caso di fallimento delle terapie sopra-menzionate, fare ricorso al Plasma Ricco di Piastrine (PRP). Tale terapia prevede un prelievo di sangue, la sua centrifugazione e l’infiltrazione della porzione ricca in piastrine a livello dell’epicondilo, con l’obiettivo di ottenere uno stimolo rigenerativo della regione tendinea alterata. 

L’approccio Chirurgico
In caso di resistenza al trattamento conservativo proseguito per un periodo non inferiore a 3-6 mesi, trova indicazione l’intervento chirurgico. L’intervento ha l’obiettivo di:

  • Asportare il tessuto tendineo degenerato (toilette chirurgica)
  • Favorire i processi riparativi tendinei attraverso tecniche che variano a seconda del caso specifico ( cruentazione epicondilo, etc.) 

È possibile in tale sede, utilizzare, con la stessa metodica prevista per le infiltrazioni, il Plasma Ricco di Piastrine.

È importante consultare un medico se si sospetta di avere un’epicondilite o se si verifica dolore persistente al gomito, in modo da poter ottenere una diagnosi accurata ed un percorso di trattamento appropriato.

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